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la
SINISTRA PER ISRAELE si dissocia dalla
manifestazione indetta per il giorno 8 novembre 2003 a Varese,
p.za della Repubblica "Contro il muro in Palestina"
(Presidio scenico in occasione della giornata internazionale
contro il Muro in Palestina, nell'anniversario della caduta
del muro di Berlino !!!).Il comitato promotore della Sinistra
per Israele esprime disagio e amarezza per le parole d'ordine
che segnano la manifestazione indetta a Varese per l'8
novembre prossimo "contro il Muro in Palestina".
La S.p.I. condanna anch'essa la decisione del governo Sharon
per ciò che riguarda il tracciato della barriera difensiva,
che non rispetta la "linea verde" e ingloba porzioni
di territorio palestinese; SpI accetta che si possa e si debba
discutere della giustezza di un'idea (quella del muro) che
inevitabilmente può apparire agli occhi dell'Occidente come
segnale di separatezza e divisione; ciò detto, SpI non può
in alcun modo condividere il messaggio che i promotori del
"presidio" hanno inteso lanciare per i seguenti
motivi:
1) La manifestazione ripropone una visione unilaterale e
caricaturale, che addita Israele come unico ostacolo alla pace
ed individua nella parte palestinese l'unico diritto
conculcato e da tutelare. In tal modo non si prendono le
distanze dall'atteggiamento di ostilità per Israele di parte
della sinistra, in particolare di quella che si definisce
antagonista ed alternativa: una sinistra che a volte si
definisce non violenta, ma che inneggia all'Intifada e non
condanna senza ambiguità il terrorismo.
2) La manifestazione ignora totalmente le minacce costanti
alla sicurezza di Israele ed alla vita dei suoi cittadini che
vengono dal terrorismo, così come ignora che la trattativa di
pace "per la creazione di due stati sovrani e
sicuri" è naufragata in passato soprattutto per
responsabilità della parte palestinese ed è tuttora
ostacolata non solo dai movimenti fondamentalisti e
terroristici, ma anche da settori rilevanti della dirigenza
dell'ANP.
3) La manifestazione propone un accostamento storicamente
assurdo ed inaccettabile tra la barriera eretta da Israele ed
il Muro di Berlino, della cui caduta si pretende di celebrare
l'anniversario. Si dovrebbe ricordare che il Muro caduto nel
1989 aveva lo scopo di impedire ai cittadini dell'Est di
fuggire dalla dittatura comunista, mentre il muro che sta
costruendo il governo israeliano ha lo scopo di impedire ai
terroristi di penetrare in uno stato democratico per
massacrare donne e bambini inermi. Comunque la si pensi su
questo muro e sul muro in generale (in Israele il muro sui
confini del '67 è idea appoggiata da tanti esponenti della
sinistra laburista), questo paragone è improprio e
fuorviante.
Sinistra per Israele si farà promotrice di inziative di
approfondimento e di studio su quella che è sicuramente una
proposta forte e discutibile, ma che va guardata senza
pregiudizi, né stilizzazioni manichee. Chiediamo ai cittadini
e alle cittadine presenti alla manifestazione di non
dimenticare quale sia la complessità immensa dello scenario
che questa proposta difficile e dura tenta di governare.
Il popolo palestinese è un popolo oppresso ed occupato, cui
non sono riconosciuti diritti che noi diamo pacificamente per
acquisiti. Troppe sono le vittime di un conflitto che non
risparmia i civili, le donne ed i bambini, sia che siano
vittime di un attentato o di una rappresaglia, per non essere
a favore della pace tra i due popoli.
La Sinistra per Israele è favorevole ad uno stato nazionale
palestinese, ma tale obiettivo sarà tanto più vicino e
possibile quanto più sarà chiaro che l'esistenza di Israele
non è messa in dubbio, ed anche nelle scuole palestinesi si
insegni la geografia politica senza omissioni nel cuore della
Palestina.
Nutriamo speranze nel processo di pace e appoggiamo lo sforzo
delle persone di buona volontà che hanno lavorato alla bozza
per una pace possibile nota come "accordo di
Ginevra".
Ma quegli israeliani e palestinesi, impegnati nell'accordo,
che amano la loro terra ed il loro popolo non possono essere
lasciati soli a fronteggiare i nemici della pace che sono
pronti e determinati, come lo sono i fanatici, in Israele ed
in Palestina.
Nessuna equidistanza, semmai è chiesta una equivicinanza:
nessuno dei due popoli ha bisogno di falsi amici che impugnino
le armi al loro fianco, fossero soltanto quella della
propaganda partigiana, quanto di veri amici che li aiutino a
confrontarsi, a conoscersi e a capirsi, soprattutto a non
avere più paura.
Comitato promotore della Sinistra per Israele
Aldo Aniasi
Felice Besostri
Luciano Belli Paci
Daniele Bonifati
Massimo Chierici
Giovanni De Martis
Francesco Maria Mariotti
dal sito: http://www.giani-net.it/modules/news/article.php?item_id=109
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