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Sabato 24 settembre centinaia di
migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni che
si sono svolte negli Stati Uniti, in Europa, in Israele e
Palestina per chiedere il ritiro delle forze militari di
occupazione, la fine della guerra in Iraq e la fine
dell’occupazione coloniale ovunque.
I pacifisti hanno invaso le strade di
Washington per marciare verso la Casa Bianca, per protestare
contro Bush, la sua politica, la sua guerra.
Ma la protesta americana non è solo
contro la guerra. Migliaia di persone si sono riversate sui
prati del Mall, di fronte alla Casa Bianca, e il loro
messaggio di pace si accompagna alle denunce nei confronti
della gestione incompetente e criminale della crisi di New
Orleans dopo l’uragano Katrina. “Da New Orleans
all’Iraq, fermiamo la guerra alla povertà”, è uno degli
slogan lanciati da una folla che riuniva attivisti di
molteplici provenienze.
E in migliaia nella capitale
britannica hanno risposto all’appello della coalizione Stop
The War, del movimento per il Disarmo nucleare e
dell’associazione musulmana della Gran Bretagna.
Si è manifestato anche a Roma,
Parigi, Berlino, Copenhagen, Helsinki, un unico appello: stop
alle armi.
A Roma i cittadini americani di
“U:S: Citizens for Peace Justice” che vivono nella
capitale hanno indetto un sit-in davanti all’ambasciata
americana di Via Veneto.
E proprio durante il sit-in davanti
alla Casa Bianca è stata arrestata Cindy Sheehan, la donna
americana madre di un soldato morto in Iraq, ribattezzata
“Peace Mom” e protagonista durante l’estate , di una
protesta contro la guerra.
Noi Donne in Nero, insieme a tutta la
rete internazionale, abbiamo partecipato alle manifestazioni
contro la guerra ed esprimiamo la nostra solidarietà a Cindy
Sheehan.
Donne
in Nero Varese
30 settembre 2005
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