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UN’ALTRA VITTIMA CHE FA RIFLETTERE
“”L’
Afghanistan si sta irachizzando. Due soldati italiani morti in pochi
giorni a Kabul, l’ultimo ieri. Kamikaze, autobomba, rapimenti, bombe
sulle strade per far saltare i convogli militari
“collaborazionisti”, uccisi-come Safia Hama Jan, assassinata a
Kandahar. Intanto l’ultima edizione di Newsweek celebra con una
copertina (diffusa in tutto il mondo, Usa esclusi) la fine
dell’Afghanistan e la nascita del Jihadistan, ovvero la terra dei
jihadisti (i combattenti per la “guerra santa”) nelle zone tribali
al confine con il Pakistan. La
situazione è ulteriormente peggiorata rispetto a due mesi fa, quando è
stata rifinanziata la missione: la decisione del ritiro non può più essere
rinviata. Chi
si oppone al ritiro afferma che non possiamo abbandonare il paese in
questa situazione. Ma questa situazione l’abbiamo creata noi. Con i
signori della guerra che imperversano e fanno affari con
l’eroina. Senza che sia stata avviata la ricostruzione perché la
maggior parte dei finanziamenti sono finiti ad alimentare la corruzione
del governo di Kabul. Gli USA avevano detto ipocritamente che
andavano a liberare le afgane dal burqa: ma le donne continuano a essere
assassinate ed è rinato il Ministero per la prevenzione del vizio e la
promozione della virtù. Senza
la droga (l’Afghanistan ne è il primo produttore mondiale) i signori
della guerra non avrebbero i soldi per pagare le loro milizie e se i
giovani che ne fanno parte avessero delle alternative il disarmo sarebbe
percorribile. Ma
per avviare un nuovo percorso occorre una rottura netta, che può
avvenire solo col ritiro di tutte le truppe.”” Donne in NeroVarese, 29.09.06
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