Shoah: una catastrofe in Europa
La
storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e
stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli
ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di
radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio,
che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia
venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz)
appositamente destinato ad assassinarle con modalità
tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità”;
definizione che pertanto costituisce il risultato di una
comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di
essa.
Shoah
è un vocabolo ebraico che significa catastrofe,
distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò
che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni
Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale,
caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica
uccisione dell’intera popolazione ebraica.
Tale
progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel
corso della seconda guerra mondiale; venne attuato con la
collaborazione parziale o totale dei governi o dei movimenti
politici di altri Stati; venne interrotto dalla vittoria
militare dell’Alleanza degli Stati antifascisti e dei
movimenti di Resistenza.
Se invece i
vincitori fossero stati la Germania nazista, l’Italia
fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia
ecc., non un solo ebreo sarebbe rimasto in vita nei
territori controllati da questi.
Ricordarsi
di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro
esistenze e del perché esse vennero troncate. E la memoria
di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.
In
questo futuro non hanno spazio le posizioni farneticanti del
Presidente iraniano Ahmadinejad che non solo nega la Shoah
ma ipotizza la stessa cancellazione dello Stato di Israele.
Il
diritto del popolo palestinese ad avere un proprio stato non
può essere strumentalizzato fomentando l’odio contro
Israele e soprattutto non si può negare l’indicibile
prezzo pagato dal popolo ebraico in una folle visione
razzista e antisemita.
Donne in Nero Varese – 25
gennaio 2006