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1938-2010

15 NOVEMBRE 1938:

“INTEGRAZIONE E COORDINAMENTO IN UN UNICO TESTO DELLE NORME GIA' EMANATE PER LA DIFESA DELLA RAZZA NELLA SCUOLA ITALIANA”

VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE RE D' ITALIA IMPERATORE D' ETIOPIA (niente altro ?) DECRETA:

“Alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere iscritti alunni di razza ebraica”.

22 GENNAIO 2010:

“Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni figli di clandestini”.

Quelle emanate nel 1938 furono le turpi leggi razziali fortemente volute dal dittatore Mussolini e dall' allora ministro della istruzione (all' epoca, come oggi, non appariva la tanto importante denominazione di pubblica) e che coprirono di ignominia il nostro Paese di fronte al mondo (tranne nella Germania nazista) ed alla Storia.

Purtroppo ci sono i corsi ed i ricorsi storici. E ci risiamo.

Quella del gennaio scorso è la sentenza della Corte di Cassazione. Le parole “figli di clandestini” sostituiscono quelle originali di “razza ebraica”. E -oplà- siamo tornati tragicamente indietro di 72 anni, mostrando di non aver imparato nulla dalle turpitudini del “famigerato” ventennio.

Poveri noi! Siamo diventati capaci di colpire i membri più indifesi, fragili ed incolpevoli di una società non più  degna di definirsi civile.

Qualcuno (non vogliamo qui neanche ricordarne il nome!) ha proclamato che la sentenza della Suprema Corte  ha ripristinato il diritto, riportando il Paese nella normalità.

Ma di quale normalità si blatera? Quella che respinge, che legifera crudelmente, che guarda con astio ed arroganza tutti quelli che vengono da lontano e che chiedono a noi, figli privilegiati, di ospitarli e di aiutarli?

Questa normalità noi non l' accetteremo mai

Siamo -e lo saremo sempre- dalla parte degli indifesi, dei fragili, degli ultimi, di quelli che fuggono da guerre e da miseria, di quelli che hanno bisogno di una mano tesa perché offesi nel corpo e nell' anima.

Noi saremo al loro fianco, sempre

Ma quale sarà il risultato pratico dell' inumana sentenza della Corte? Saranno di fatto espulsi genitori e figli!

Siamo sgomente, sbigottite, indignate. Ancora una volta ci siamo coperte di vergogna!

Tempo fa abbiamo letto: “A un certo punto, un certo giorno, la mia compagna di banco non c' è stata più. Eravamo molto amiche, avevamo cento segreti che sapevamo solo noi. Non l' ho più vista”.

Morirono entrambe in un campo di concentramento...

Oggi, dopo la sentenza, nelle scuole italiane non si vedranno più quei bambini che vengono tristemente definiti “stranieri” e di loro non si saprà più nulla! Perché? Non c' è un perché. Non può esserci.

E' di nuovo il tempo della vergogna per una bruttissima pagina che si poteva evitare di scrivere. Sarebbe stato sufficiente non dare ascolto alle voci che si levano da persone (persone?) animate solo dall' egoistico desiderio del quieto vivere senza intrusioni di altri, dei diversi da noi.

Restiamo umani

Donne in Nero

19.03.2010

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