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PRIMO
LEVI: “MEDITATE CHE QUESTO E' STATO”
La Shoah,
ovvero lo sterminio degli ebrei d'Europa perpetrato dal
regime nazista e dai suoi fiancheggiatori, non è stato solo
uno degli eventi più emblematici del secolo trascorso, ma
uno dei più efferati e violenti della storia dell'umanità.
Ebrei in primo luogo ma non solo: zingari, slavi, oppositori
politici, disabili, omosessuali furono perseguitati con pari
orrore. L'Olocausto fu ideato e realizzato nel corso del
secondo conflitto mondiale per iniziativa di Hitler e di
altre personalità della burocrazia politica e militare
nazista. Fu attuato con trasferimenti, concentrazioni e
imprigionamenti di popolazioni, uomini donne e bambini
sfruttati nei campi di lavoro senza pietà...
« ... considerate
se questo è un uomo/che lavora nel fango/che non conosce
pace/che lotta per mezzo pane/che muore per un sì o per un
no/considerate se questa è una donna/senza capelli e senza
nome/ senza più forza di ricordare/vuoti gli occhi e freddo
il grembo.... » (Primo Levi)
... infine
eliminati con camere a gas e forni crematori in campi di
sterminio.
Oppure anche
così, come ha raccontato con disumano gelo al processo di
Norimberga l'ufficiale delle SS August Häfner, a proposito
d'uno straziante massacro di bambini:
“Uscii
dal bosco da solo. La Wehrmacht aveva già scavato una
fossa. I bambini erano stati portati lì con un trattore.
Gli ucraini stavano in piedi attorno alla fossa e tremavano.
I bambini furono fatti scendere dal trattore. Furono messi
in fila lungo il ciglio della fossa e centrati dai colpi di
fucili in modo che vi cadessero dentro. Le urla erano
indescrivibili. Ricordo in particolare una piccola bambina
con i capelli biondi che mi prese la mano. Più tardi anche
lei fu uccisa...”
Sappiamo che
le vittime dell'Olocausto, che fu un piano predeterminato di
sterminio, furono tra i 5 e i 6 milioni, nel contesto degli
oltre 50 milioni di morti del conflitto mondiale nel suo
complesso. I carnefici non furono però solo tedeschi, non
furono solo gli assassini ideologicamente indottrinati dal
nazismo, ma anche uomini comuni, persino semplici impiegati
dell'efficiente macchina dello sterminio, con l'ausilio di
centinaia di migliaia di complici, collaboratori e
collaborazionisti in tutta Europa, inclusa e certo non
ultima l'Italia fascista. Auschwitz, Treblinka ... nomi
sinistri fra tanti altri, ancora oggi in grado d'evocare le
estreme immagini della distruzione di massa di vite umane
attuata con i metodi della moderna razionalità industriale.
Anziché
merci e valori, produzione di morte.
Lo sterminio
degli ebrei rappresenta “un'attentato alla diversità
umana in quanto tale, cioè a una caratteristica della
'condizione umana' senza la quale la stessa parola 'umanità'
si svuoterebbe di ogni significato” (Annah Arendt).
Inadeguata fu la capacità di reazione rispetto a quanto
stava accadendo nonostante le informazioni circolassero. E
le legislazioni discriminatorie parlavano già da sole. Già
prima della fine della guerra era disponibile una notevole
quantità di informazioni relative alla eliminazione
sistematica degli ebrei, come ricorda lo storico David
Bankier.
La
“banalità del male” lascia senza parole, la sua
comprensione va oltre il compito pur prezioso degli storici
e chiama in causa la psicologia sociale e individuale, per
tentare di decifrare quella che Primo Levi definì “una
generale atmosfera di follia incontrollata”.
A noi spetta
oggi, sulla scia delle parole dell'autore di Se questo è
un uomo, un compito fondamentale, da coltivare e da
trasmettere alle nuove generazioni: NON DIMENTICARE.
« Se comprendere è
impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è
accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente
essere sedotte ed oscurate: anche le nostre
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DALLA
PARTE DELLE VITTIME La
sofferenza è solo sofferenza. Non
rende migliori né peggiori, fa solo soffrire. Schiaccia
le vittime come un macigno. Però
obbliga alla solidarietà, ci impone la condivisione, per
non lasciare sole le vittime della storia. Storia
passata: Il popolo ebreo e tutte le vittime dello sterminio
nazista. Storia
presente: l'elenco è purtroppo lunghissimo, verrebbe da
dire... infinito. Uno
per tutti il popolo palestinese. E'
con amarezza che assistiamo a questa sorta di
capovolgimento, che ci chiediamo come mai le vittime di
allora siano entrate in una trappola che produce altre
vittime, e come mai la storia non sia riuscita ad insegnare
nulla. Storia passata: la
stella gialla, il ghetto, le leggi razziali, la shoah, i
campi (Auscwitz, Dachau,...), il freddo, i formi crematori.
La violenza. Le
vittime: donne (vecchie e giovani), uomini (vecchi e
giovani), bambine e bambini. Storia
presente: I territori
occupati, il muro, la striscia, la nakba, i campi (Sabra e
Chatila...), piombo fuso, le bombe. La violenza. Le
vittime: donne (vecchie e giovani), uomini (vecchi e
giovani), bambine e bambini. Sempre. E
noi sempre dalla parte delle vittime, di ieri e di oggi... Con
ostinazione. Anche
oggi. ... Dopo la
guerra due correnti attraverseranno il mondo: una corrente
di umanesimo e una di odio: Prenderò posizione contro
quell'odio. Convinciamoci
che ogni atomo di odio che aggiungiamo al mondo lo rende
ancora più inospitale. Se
il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro,
non servirà più a nulla..
Etty Hillesum, olandese ed
ebrea, morta ad Auschwitz nel 1943 Donne
in Nero Varese, 24
gennaio 2009
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