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ARMI D'ESPORTAZIONE La guerra conviene a chi? Alle industrie delle armi! Le spese per ordigni bellici hanno un record mondiale: 1.464 miliardi di
dollari! Una cifra da capogiro che crea in noi un profondo sconforto ed
imbarazzo. Ci chiediamo, infatti, quanti popoli potrebbero essere
sfamati? Quanti esseri umani potrebbero essere curati da malattie che
provocano la morte o gravissime malformazioni? Questi tanti miliardi di
dollari potrebbero -anzi dovrebbero- essere utilizzati per aiutare
intere popolazioni che vivono in condizioni di degrado totale e di
enormi stenti. Ma no, non si può. Si devono fare le guerre per non far
“soffrire” alle industrie belliche
eventuali crisi che danneggerebbero i loro lauti introiti ed il
loro prestigio. Ci dicono: si deve “esportare” la democrazia in terre che sono sotto
il giogo della dittatura; si deve “esportare” la libertà là dove
non se ne conosce neanche il significato. Esportare, esportare, esportare... Ma, in definitiva, cosa è stato
esportato? Il resto di niente! Un fallimento totale! L' esportazione che
va alla grande, invece, e che non subisce flessioni di sorta, è quella
delle armi. Dopo la dolorosa tragedia di Kabul, in cui persero la vita 6 parà
italiani e più di 50 civili afghani, il rapporto annuale sul commercio
di armi (stilato dal Congresso USA) ci dice che l' industria militare
italiana è la seconda esportatrice di armi nel mondo! Evviva!
Che notizia consolatrice! Sapete
chi sono i primi? Gli Stati Uniti, naturalmente! L'
industria italiana delle armi continua ad incassare primati su primati:
con buona pace dei pacifisti la cui voce si “finge” di non sentire. Sapete
quale è il simbolo dell' arma italiana nel mondo? La pistola Beretta! E
non la usano solo gli italiani ma anche gli americani, gli Afghani e,
sentite sentite, i terroristi di Al Quaeda! Alcuni
anni fa, in un arsenale dei terroristi furono trovati numerosi scatoloni
del prezioso gioiello (la Beretta, appunto) vanto della premiata
industria bellica nostrana. Vogliamo
parlare delle mine “antiuomo” fabbricate in Italia? Sono
state trovate in una ventina di nazioni. La martoriata terra afghana è
la nazione più minata al mondo; i Talebani usano mine russe ed italiane
per preparare gli esplosivi per i loro micidiali attentati Kamikaze
che tolgono la vita a decine e decine di esseri umani. Il
primato italiano nelle industrie di armi (che non sono altro che
strumenti di morte!) dovrebbe riempirci di vergogna. Altro che orgoglio
per il made in Italy! Non
imbarazza il numero dei morti, il numero di tanti bambini orfani, senza
una casa e, spesso, anche gravemente mutilati? Siamo
indifferenti a tutto! Se
si parla di ritirare le nostre truppe dai “teatri di guerra”
si mettono subito in evidenza le ingenti perdite che le industrie
belliche potrebbero subire. E allora? Via! Facciamo le guerre (spacciate
per missioni di pace ed umanitarie), non possiamo oscurare un così
importante successo dei numerosi produttori di armi! Un industriale di
Busto Arsizio produce “missili perforatori” che provocano, là
dove arrivano, enormi crateri. Lo sapevate? Non ci facciamo mancare
proprio niente... Non
si parla più, ormai, di conversione delle industrie belliche in
industrie produttrici di beni utili all' umanità ed al suo civile
progresso. Noi, tuttavia, continuiamo a sperarlo e ad auspicarlo.
Vorremmo che l' Italia venisse additata come esempio per il suo impegno
nella ricerca della pace. Allora
sì che ci sentiremmo fiere ed orgogliose del nostro Paese. Dal
rapporto FAO: oltre un miliardo di esseri umani soffre la fame e decine
di milioni ne muoiono ogni anno. La
fame divora un sesto del pianeta mentre si spendono 1.464 miliardi di
dollari per spese militari. Cerchiamo,
con tutte le nostre forze, di restare umani! Donne in Nero Varese 30.10.09
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