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DIRITTI
UMANI VIOLATI
Gli accadimenti di questi ultimi tempi ci
fanno arrossire di vergogna. Essi sono di una gravità tale
che ci vediamo costrette a rendere pubblica la nostra profonda
indignazione.
Stiamo assistendo, con crescente sgomento,
alla produzione di leggi sempre più orientate ad una prassi
di violenza soprattutto psicologica contro gli “stranieri”,
i “diversi”, i “socialmente deboli” e
contro la libertà di ogni essere umano.
Il Ddl n° 733 -che ci auguriamo non venga
mai approvato!- prevede delle norme, a dir poco, aberranti.
Vediamole:
l
abolizione del
divieto di segnalare gli “stranieri” irregolari
(che brutto termine!) che ricorrono alle cure sanitarie. Ciò,
in concreto, priverà del diritto alle cure sanitarie
migliaia di cittadini che vivono con noi, lavorano con
noi e, spesso, per noi (con tanto di sfruttamento di
manodopera in nero e sottopagata);
l
introduzione del
reato di “clandestinità”, del permesso di
soggiorno “a punti”, di norme restrittive per i
ricongiungimenti familiari e per i matrimoni misti, del
carcere fino a
quattro anni per gli “irregolari” che non
rispettano l' ordine di espulsione (che barbarie!);
l
negata iscrizione
anagrafica per chi non abiti in appartamenti “idonei”,
schedatura dei “senza casa“ e di quelli che vivono
in appartamenti (si fa per dire!) “inadeguati”;
l
gli “irregolari”
saranno privati dei diritti umani più elementari come quello
di riconoscere un proprio figlio (un brivido corre lungo le
nostre schiene!) o di mandare denaro alle proprie famiglie
lontane, vittime di guerre o sterminate dalla povertà.
Tutte queste misure, se approvate,
rafforzeranno la discriminazione, aumenteranno il razzismo (già
molto radicato, purtroppo!) e renderanno ancora più
sfruttabili e ricattabili i lavoratori migranti.
Anche l' ONU ci condanna: stiamo
calpestando i diritti umani e stiamo scivolando verso una
deriva sempre più razzista e xenofoba!
Questo è quanto. E non ci piace.
Ricordiamo che l' ultima volta che si è
censita una popolazione di “diversi” è stato in
Germania, nel 1938. E sappiamo tutti come è andata a finire.
Crediamo che basti questo.
Senza contare che, ogni qualvolta si
verifica un avvenimento cruento, sia esso di violenza brutale
sulle donne, sia di furti in case o in ville, sia di omicidi,
si dà subito la colpa al migrante. Salvo poi ad ammettere di
aver attribuito
frettolose e fasulle responsabilità e scatenando, anche
grazie ai “media”che hanno enfatizzato la notizia,
una vera e propria caccia selvaggia al “diverso”,
generando così altra paura ed intolleranza.
E noi dovremmo rassegnarci al trionfo della
paura, dell' intolleranza e del razzismo dilagante?
Gridiamo forte e sentito il nostro NO!
Intanto vi diciamo che la parola “clandestino”
non ci piace. Ci dà l' idea dell' esclusione: ”quello lì
non lo vogliamo!”. Preferiamo la parola “ospite”,
come viene definito nella Bibbia l' uomo: “ospite dell'
umanità”.
Mentre Obama decide di chiudere Guantanamo
(il noto carcere degli orrori!), da noi si apre a Lampedusa,
isoletta nel mare d' Europa, all' interno dello Stato
italiano, un centro di “accoglienza”. Così ci
dicono. In realtà è un posto di detenzione in attesa
di espulsione. Ebbene, in quell' amena isoletta avvengono cose
indegne per una società civile, quale dovrebbe essere la
nostra. Le persone, gli esseri umani, che spesso, con
disprezzo, vengono chiamati “clandestini” e non “ospiti”,
vivono in condizioni igienico-sanitarie impossibili, segregati
senza possibilità di relazione con l' esterno, in totale
isolamento anche telefonico, impauriti dal loro stesso
destino.
Come si fa a chiamare tutto questo “accoglienza”?
Una notizia confortante ci viene dai
Medici: non denunceranno mai quelli che chiederanno le loro
cure e la loro assistenza. Andrebbero contro la loro coscienza
ed il loro codice morale che impone di prestare cure e
soccorso a tutti coloro che ne hanno bisogno. Non dimenticano
il giuramento di Ippocrate.
RESTIAMO UMANI!
Donne in Nero
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