Home Elenco documenti

MORTI AMMAZZATI!!!

Erano le 12 e 50 di ieri in Afghanistan (ore 9 in Italia) quando un attentato ai nostri soldati ha stroncato la vita di sei giovani vite, ne ha feriti quattro ed ucciso altri civili inermi.

Erano parà della Folgore e viaggiavano in blindati Lince.

Il loro compito era - così ci dicono - di assicurare pace e democrazia.

Sono tragicamente noti i nomi dei sei parà che oggi piangiamo.

Ecco il tragico elenco:

Antonio Fortunato

Matteo Mureddu

Davide Ricciuto

Roberto Valente

Gian Domenico Pistonami

Massimiliano Ragno

tutti giovani dai 26 ai 37 anni.

E' la “strage” più grave dopo quella di Nassyria (2003: 19 morti)!

La notizia ci ha riempito di sgomento e di profonda tristezza per una tragedia che si poteva evitare se solo si fosse rispettato l' art. 11 della nostra Costituzione: “L' Italia ripudia la guerra”.

E sì, perché i nostri soldati sono in guerra senza sapere di esserlo.

La pace e la democrazia non si assicurano con le armi e con la perdita di vite umane...

Ma ecco cosa ha dichiarato il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana che sulla Carta (e pare solo su di essa!) ripudia la guerra:

La tragedia di oggi è il prezzo che, purtroppo (!!!), dobbiamo pagare per sconfiggere il terrorismo e dare il nostro contributo alla pace ed alla sicurezza internazionale”.

Come fa un essere umano (ministro, per caso) a parlare in modo così cinico e distaccato di fronte alla tragica scomparsa di tante giovani vite?

E, poi, contributo per cosa? Perché?

Noi non accettiamo questo “disinvolto” modo di parlare. Diventeremmo conniventi di una tragedia.

Basta con queste guerre che, finora, hanno portato soltanto lutti e distruzioni.

Noi Donne in Nero, in questo triste giorno, facciamo appello alle donne tutte - madri, amiche, sorelle, fidanzate, mogli - perché dicano ai soldati ancora impegnati in teatri di guerra- loro figli, amici, fratelli. Fidanzati, mariti-tornate,chiedete di tornare.

Il coraggio è anche il coraggio di dire basta!

Marcos: “Mentre il potere fa la guerra, la società civile cerca la pace. Mentre il potere uccide, la società civile vive”.

 

Donne in Nero

Varese, 18.09.09