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IL GIOCO SI FA DURO

I nostri fratelli, da ragazzi, giocavano con i soldatini “di piombo”. Però, da adulti, sono diventati tutti convinti pacifisti. Il gioco, allora, era molto diffuso tra i giovani e, così, tanti altri ragazzi, i loro amici, gli amici dei loro amici, lo praticavano e qualcuno, magari da adulto, lungi dal diventare pacifista, è diventato, per esempio, ministro della difesa. E, oggi, da ministro, dà ordini a soldati “veri” e, se si presenta il caso, li manda in zone di guerra, armati di tutto punto, pronti al combattimento.

Per portare la democrazia ed assicurare la pace, ci dicono.

Sono in Afghanistan, in Iraq per scopi umanitari (!) e, per garantire la pace, sono lì con i terribili Tornado (aerei nati per scopi bellici, minacciosi anche nel nome!) e con tutte quelle armi di morte che usano nel corso di pacifici combattimenti a mano armata.

Se vuoi la pace, prepara la pace” ebbe a dire un importante uomo politico del passato. Ora, invece, si usa così: “Se vuoi la pace, fai la guerra”!

I nostri soldati, alcuni senza dubbio e tantissimi secondo altri, sono in guerra.

Il nostro governo, per bocca del suo primo ministro, ha assicurato all' abbronzato e bel presidente degli Stati Uniti, l' invio di altri 600 militari italiani prelevandoli direttamente dal Kossovo e (udite! udite!) è pronto, se richiesto, a dislocare altri due aerei Tornado (quei brutti e cattivi aerei da morte!) e tre elicotteri per domare la ribellione che nel corso dell' estate, come avviene tutti gli anni, cresce fino a sfiorare lo scontro aperto.

Le cronache dell' ultimo periodo ci dicono di un Afghanistan sempre più insanguinato. I bombardamenti della coalizione sono diventati sempre più frequenti ed improvvisi e provocano la morte di diversi civili innocenti, colpevoli di trovarsi nel posto sbagliato.

Sono “tragici errori”, si giustificano, ma intanto il numero delle vittime si fa sempre più alto.

E' del maggio appena decorso l' ultima strage di afghani provocata da un raid aereo Usa: più di cento i morti! (notizie diffuse da movimenti per i diritti umani).

Poi ci sono gli attentati. Imprevedibili e devastanti. In uno di questi, alcuni militari italiani sono stati feriti. Fortunatamente in modo non grave. E i combattimenti che vedono impegnati i nostri ragazzi, armi in pugno, continuano. Fino a quando?

Tra le ultime notizie segnaliamo questa: un altro nostro militare, un paracadutista della Folgore, è stato gravemente ferito durante un' imboscata.

Il giornalista afghano Jawed Ahmad, dopo undici mesi trascorsi nella prigione di Bagram (Afghanistan), dove ha subito ogni sorta di violenze e di umiliazioni, ha così definito la situazione: “L' Afghanistan è un inferno, un pantano dal quale è difficile uscire.

Lo hanno brutalmente ucciso. Gli hanno chiuso la bocca per sempre!

La prigione di Bagram è sotto esclusiva giurisdizione americana.

Pare che sia ancora peggio di Guantanamo! Ma almeno, quest' ultima sarà chiusa!

E' proprio vero che la tragedia dell' Afghanistan (talebani sempre più agguerriti, donne sempre coperte dal burka) non avrà mai fine ?

Restiamo umani.

Donne in Nero

18.09.09

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