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IN NOME DELLA PACE

Nel 1964, a soli trentacinque anni, ricevette il Premio Nobel per la pace. Questo giovane uomo era Martin Luther King.

Queste le motivazioni espresse dal Comitato norvegese del Premio:

E' stata la prima persona in Occidente a dimostrare che una lotta può essere intrapresa senza ricorrere alla violenza. E' stato il primo, nel corso della propria lotta, a trasformare in realtà il messaggio di fratellanza, facendolo giungere a tutti gli uomini, le nazioni, le razze. Oggi rendiamo omaggio a Martin Luther King, un uomo che non ha mai abbandonato la propria fede nella lotta non violenta che stava conducendo, che per la propria fede ha sofferto, che è stato imprigionato  in diverse occasioni, che ha visto la propria casa subire attentati dinamitardi, che è stato minacciato, così come sono stati minacciati i suoi familiari, ma che non ha mai vacillato”.

Noi, oggi, vogliamo sottoporvi una parte dell' intenso e significativo discorso che Martin Luther King pronunciò al momento del conferimento del Nobel. Lo facciamo con emozione e rimpianto:

Noi non costruiremo un mondo di pace seguendo una via negativa. Non è sufficiente dire: “Non dobbiamo intraprendere la guerra”. E' necessario invece amare la pace e sacrificarsi per essa. Dobbiamo concentrarci non solo sul mero rifiuto negativo della guerra, ma sull' affermazione positiva della pace. C' è un' affascinante storiella che è stata tramandata per noi dalla letteratura greca, su Ulisse e le Sirene. Le sirene avevano la capacità di cantare così dolcemente che i marinai non potevano resistere e viravano in direzione della loro isola. Molte navi venivano attirate in questo modo contro le rocce, e gli uomini dimenticavano la loro casa, il dovere e l' onore mentre si gettavano in mare per essere accolti da braccia che li trascinavano giù verso la morte. Ulisse, deciso a non lasciarsi attirare dalle sirene, in un primo tempo si fece legare saldamente all' albero della nave, e il suo equipaggio si tappò le orecchie con la cera. Ma alla fine, lui ed il suo equipaggio escogitarono un modo migliore per salvarsi: presero a bordo il bellissimo cantore Orfeo, le cui melodie erano ancore più dolci della musica delle sirene. Quando Orfeo cantava, chi mai si sarebbe preoccupato di ascoltare le sirene?

Così noi dobbiamo fissare lo sguardo non solo sul mero rifiuto negativo della guerra, ma sull' affermazione positiva della pace. Dobbiamo vedere che la pace rappresenta una musica più dolce, una melodia cosmica che è di gran lunga superiore allo stridore della guerra. In qualche modo dobbiamo trasformare le dinamiche della lotta per il potere mondiale, e quella negativa corsa agli armamenti nucleari che nessuno può vincere deve diventare una competizione positiva per imbrigliare il genio creativo dell' uomo allo scopo di concretizzare la pace e la prosperità per tutte le nazioni del mondo. In breve, dobbiamo fermare la corsa agli armamenti in una “corsa alla pace”. Se abbiamo la volontà e la determinazione di lanciare una simile offensiva di pace, riusciremo ad aprire le porte della speranza...”.

E, per finire, un pensiero di Arnold Toynbee:

L' amore è l' estrema forza che conduce alla scelta salvifica della vita e del bene contro la scelta dannatrice della morte e del male. Perciò, la prima speranza nel nostro repertorio dev' essere la speranza che l' amore avrà l' ultima parola”.

Con questa speranza auguriamo a tutti Buona Pace!

La pace è soltanto bella

tenera come una poesia,

tranquillità

gentilezza

amore

allegria.

Questa è la pace.

Non c' è motivo di fare la guerra

quando si sta già male.

Bisogna fare la pace

perché la pace è eterna e normale.

(Giuditta, 9 anni)

Donne in Nero

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