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DALLA
PARTE DELLE DONNE
“Donne libere del mondo,
La situazione in Iran è
peggiore di quel che pensavamo.
La gente che era contro i
risultati delle elezioni a Teheran e in altre città
iraniane, è andata in strada e in modo pacifico ha
manifestato il suo dissenso; in risposta hanno ricevuto
pallottole e bastonate, qualcuno che è riuscito a scappare
è stato poi arrestato.
Radio e televisione ufficiali
hanno parlato all' inizio di 8 morti, poi di 11... dopo si
è visto che tante persone non erano arrestate ma decedute
senza che le loro famiglie fossero informate.
Le madri angosciate sono andate
dappertutto per avere notizie dei loro figli ma non hanno
avuto risposte; ora... si capisce che il numero dei morti
era molto più grande di quello che era stato annunciato
ufficialmente... ogni giorno le dimensioni del disastro agli
iraniani appaiono più vaste.
Le madri che hanno perso i loro
cari figli o i cui figli sono dispersi o in prigione hanno
creato un comitato. I membri di questo comitato e le
altre donne che sono solidali con loro ogni sabato
pomeriggio alle ore 19.00 per un' ora si riuniscono in un
parco in Teheran con vestito nero in segno di lutto e in
silenzio fanno sentire il loro dolore ai passanti.
Con le mie condoglianze a tutte
le madri che hanno perso i loro cari figli per la libertà e
la democrazia e con la mia solidarietà con le madri che
ancora stanno cercando i loro figli dispersi e con il mio
dispiacere perché tanti giovani iraniani solo per la loro
attività civile e pacifica sono in prigione, chiedo a tutte
le donne libere del mondo di riunirsi... vestite di nero e
far sentire la loro solidarietà con le madri in lutto in
Iran facendo sentire la loro voce al mondo.”
Messaggio di Shirin
Ebadi alle donne del mondo, luglio 2009
Aderiamo, con
convinta partecipazione, all' appello sopra riportato del
premio Nobel per la pace Shirin Ebadi.
La nostra
solidarietà alle madri iraniane ed a tutte le donne del
mondo è totale.
Sono donne che,
con continuità e perseveranza, rischiando in prima persona
la loro vita, scendono in piazza per chiedere con forza
quella giustizia e quella verità che vengono costantemente
negate nelle loro terre. Chiedono con forza e con coraggio
che non vengano messe a tacere, con la repressione e la
violenza delle armi, le voci di coloro che lottano per il
rispetto dei loro diritti.
Finora le
risposte del potere hanno avuto una sola matrice: violenza,
repressione, carcere, morte.
Ci auguriamo che
le voci di protesta (alle quali uniamo le nostre) non
vengano strumentalizzate per poi giustificare un' azione
militare come si paventa in Iran.
Non è stato
forse così anche in Afghanistan? Dove ancora oggi, a
distanza di nove anni, è in atto una brutta guerra nata -ci
dissero- per combattere il burqa e i Talebani.
Risultato? Tante vite stroncate (militari e civili, tra cui
donne e bambini), donne sempre nascoste sotto i loro abiti e
Talebani più forti ed agguerriti.
Shirin Ebadi ha
ricevuto il premio Nobel per la pace il 10 dicembre 2003: la
prima donna iraniana, la prima donna musulmana ad ottenere
questo riconoscimento.
Attualmente Shirin Ebadi è docente presso l'
Università di Teheran ed è sostenitrice attiva dei
movimenti per i diritti femminili e dei bambini, dopo anni
di persecuzioni e di carcere.
Donne in Nero
Varese, 02.10.09 |