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DA VARESE UN NO AL RAZZISMO!!!

Sabato 12 luglio si è voluto lanciare nella città di Varese un preciso NO alla discriminazione e alla schedatura dei minori nomadi, voluta da un illegittimo quanto razzista provvedimento del ministro degli interni Roberto Maroni. Numerose associazioni sono scese in piazza mediante un presidio, con lo scopo non solo di mostrare il loro sdegno verso tale discriminazione, ma anche con una simbolica quanto originale iniziativa: l’auto-schedatura da parte di tutte le persone contrarie a quel provvedimento. E tale iniziativa è stata un vero successo: quasi 200 persone hanno aderito, lasciando le loro impronte in solidarietà ai bambini rom. Le impronte verranno poi spedite al ministro Maroni, che così avrà modo di costatare il rifiuto da parte di molte persone a tale schedatura.

Perché non si può, e non si deve, accettare che il governo emani leggi razziste in nostro nome.

Sabato 19 luglio 2008

a  Varese in Piazza Monte Grappa,

dalle 15.00 alle 19.00

ANPI, ARCI, CGIL, Donne in Nero, Emergency, Federazione dei Verdi, L'albero di Antonia, Lega Ambiente,   Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Sinistra Varesina -costituente per la sinistra, Un’altra Lombardia, UISP, organizzano una “schedatura” pubblica e volontaria, raccogliendo le impronte digitali di tutte le persone che condividono la nostra protesta.

Le impronte verranno inviate al Ministro dell’interno Maroni con un messaggio:

“Prendetevi le nostre impronte e non toccate le bambine e i bambini rom e sinti”

Manifestiamo contro un provvedimento odioso, discriminatorio e violento quale la “schedatura dei minori nomadi”.

Questo provvedimento è una palese discriminazione fondata sull’appartenenza etnica e viola i principi fondamentali della nostra Costituzione, sanciti anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella Convenzione dei Diritti dell’Infanzia.

Anche i nazisti iniziarono con una schedatura di massa dei “diversi”, ebrei, zingari, slavi, omosessuali, non allineati con il regime e finirono con i campi di concentramento e di sterminio.

La storia ci deve insegnare la tolleranza verso popoli e culture diverse dalla nostra ben sapendo che in caso di atti di rilevanza penale ogni persona deve essere uguale di fronte alla legge e pagare per i reati commessi.

La sicurezza non si ha schedando un popolo, ma garantendo l’efficienza delle forze dell’ordine.

A tutte le forze politiche di opposizione, alle forze democratiche, alle associazioni, ai media, ai singoli chiediamo di aiutarci a fermare questo scempio della vita civile e democratica del nostro paese, in cui il razzismo è ormai pratica di governo.

p. ANPI  (Angelo Zappoli)                                              p. ARCI (Mauro Sabbadini)

p. CGIL (Franco Stasi)                                                  p. Donne in Nero (Lucia Alagna)

p. Emergency  (Ornella Jurinovich)                                 p. Federazione dei Verdi (Franco Borrello)

p. L'albero di Antonia (Isabella Mauceri)                          p. Lega Ambiente (Dino De Simone)

p. Comunisti Italiani (Giuseppe Pitarresi)                                p. Rifondazione Comunista (Mario Sumiraschi)

p. Sinistra Democratica (Calogero Rinaldo)                            p. Sinistra Varesina (Pietro Giuliani)

p. Un’Altra Lombardia (Rocco Cordì)                              p. UISP (Alessandra Pessina) 

Donne in Nero

Varese, 19 luglio 2008

Il volantino delle Donne in Nero di Varese

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