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1938: LEGGI RAZZIALI

2008: IMPRONTE PER I BIMBI ROM

Ci risiamo ?

Questo accostamento ci viene suggerito da alcune misure previste nel “Pacchetto sicurezza  proposto dal ministro Maroni che, in proposito, sentenzia : “Prenderemo le impronte anche ai Rom minorenni e toglieremo la patria potestà ai genitori che li mandano a mendicare “.(!!!).

Questa è, noi riteniamo, una schedatura su base razziale dei bambini. Una misura che richiama un passato terribile

Un po' di storia dei Rom per non dimenticare.

Quella dei Sinti e dei Rom è da sempre una storia di discriminazione perseguita attraverso il controllo. Da secoli molte leggi che li riguardano prescrivono, prima di tutto, il loro censimento, rendendoli un popolo costantemente in fuga.

Il censimento inizia  fin dai tempi dell’impero austriaco passando attraverso la Germania imperiale e la repubblica di Weimar  ed ha il suo culmine nella Germania hitleriana. Nel 1934 il ministero degli interni tedesco finanziò i “Centri di igiene razziale”, nei quali la “questione zingara” venne affrontata con molta  attenzione (!) tanto che, dopo pochi anni, l’istituto fu ribattezzato “Ufficio centrale per la  lotta alla piaga zingara”. Tra il 1939 ed il 1945 furono uccisi circa 500.000 Rom. La popolazione Rom fu quasi sterminata “grazie “alle camere a gas, agli esperimenti folli sugli esseri umani perpetrati dal dr. Mengele. Il “Dottore” selezionava i bimbi Rom al loro arrivo nei campi,per poi utilizzarli come cavie umane per le sue ricerche sul nanismo e per la causa della razza  pura ariana. E l’Italia fascista, per non essere da meno ai nazisti, promulgava le vergognose leggi razziali nate per salvaguardare la ”razza italiana” (espressione usata dall’allora capo del governo).

La persecuzione di questo popolo è dettata esclusivamente da motivazioni razziali. Come gli ebrei, furono perseguitati, deportati ed uccisi in quanto razza inferiore.

Dopo la vergognosa proposta di prendere le impronte ai bimbi Rom, Amnesty International cosi si esprime:

La proposta avanzata dal ministro degli interni è discriminatoria, sproporzionata e ingiustificata e, se messa in pratica, violerebbe gli standard internazionali sui diritti umani che vietano la discriminazione… Prevedere misure di controllo nei confronti di una specifica minoranza, o i cui effetti colpirebbero in particolare una minoranza, compresi i suoi componenti più vulnerabili,  sarebbe infatti discriminatorio e costituirebbe una ingiustificata restrizione alla vita privata. Inoltre, le dichiarazioni del ministro contribuiscono a quella escalation di insicurezza e di paura che abbiamo denunciato più volte e rispetto alla quale ci saremmo aspettati un chiaro e responsabile cambio di rotta da parte del governo”.

Dopo le notizie che abbiamo riportato per richiamare l' attenzione della società civile ed invitarla ad opportune riflessioni su quanto sta accadendo, riteniamo opportuno ricordare due articoli della nostra COSTITUZIONE  (fortunatamente ancora in vigore!):

ART. 3: TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA' SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI…

ART 16: OGNI CITTADINO PUO' CIRCOLARE E SOGGIORNARE LIBERAMENTE IN QUALSIASI PARTE DEL TERRITORIO NAZIONALE… SENZA RESTRIZIONI DETERMINATE DA RAGIONI POLITICHE…

Donne in Nero

Varese, 19.07.08

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