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CRISI UMANITARIE:

LA NOSTRA TV NON LE VEDE

Non c’ è spazio per le crisi umanitarie in televisione.

Sempre più adibita a cronaca nera, delitti irrisolti, pastoni di politica interna, amenità varie.

Medici Senza Frontiere (Msf) ha presentato per il quarto anno consecutivo il “Rapporto sulle crisi dimenticate”, studio sui telegiornali di casa nostra, realizzato in collaborazione con l’ Osservatorio di Pavia. Sotto la lente i TG di Rai e Mediaset più seguiti: quelli dell’ ora di pranzo e della prima serata.

Da che parte soffia il vento dell’ informazione?

Mentre il mondo si globalizza, la nostra visuale si restringe sempre più: sulle crisi umanitarie sono passate in TV solo 6.426 notizie su un totale di 83.200. Ben poca cosa!

Molti avvenimenti riescono ad attirare telecamere per periodi ristretti. Fuochi di paglia che si esauriscono in genere con la stessa rapidità con cui nascono.

Le tonache porpora dei monaci birmani hanno occupato per alcune settimane gli schermi italiani per poi sparire nell’ oblio.

La Somalia, messa in ginocchio da 16 anni di guerra è apparsa 128 volte nei notiziari pubblici e privati. Si tratta, però, essenzialmente di notizie sugli interventi umanitari internazionali. Poco,  pochissimo riguarda gli scontri armati nel Paese.

C’è poi la Colombia: 64 notizie per oltre la metà relative  al sequestro di Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc, nel 2002.

Pochi i servizi sugli altri sequestrati, una dozzina in tutto.

L’elenco delle amnesie televisive continua con la Cecenia, che ha anche il dramma della tubercolosi che uccide due milioni di persone l’ anno e ne contagia nove milioni.

Che dire, poi, della malnutrizione infantile?

Nel Corno d’ Africa, nel Sahel e nell’ Asia meridionale (denuncia Msf) provoca ogni anno la morte di circa cinque milioni di bambini al disotto dei cinque anni. Con i nuovi alimenti terapeutici si potrebbe arginare la strage, ma l’ opinione pubblica italiana ne sa poco. I TG ne hanno parlato solo 18 volte in un anno.

La classifica delle crisi dimenticate prosegue con Sri Lanka, Zimbawe. E sì che sono zone devastate da guerre, carestie, fame!

Raccontare significa sollevare problemi che altrimenti resterebbero nascosti, significa richiamare alle proprie responsabilità i governi e le istituzioni nei confronti delle popolazioni in pericolo.

Noi abbiamo il diritto di essere informati sulle tante crisi umanitarie che riguardano anche noi, ci interessano molto e ce ne vogliamo far carico.

  Si apprende che tra RAI e Mediaste ne esce meglio la Tv pubblica. Il TG più virtuoso: RAI 3!

Interessante anche notare che da qualche anno le crisi che attirano di più i media sono sempre le stesse: Afghanistan, Iraq, Medio Oriente.

Donne in Nero

Varese, 16 maggio 2008

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