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SCENARI DI GUERRA

I soldati presidiano da giorni alcune nostre città.

Per la sicurezza, ci dicono.

Con la tuta mimetica, con il mitra in sinistra posizione di tiro, producono, invece, insicurezza, inquietudine, danno l'immagine di un Paese soggiogato dalla paura, dalla diffidenza e poco proclive ad accettare l' altro, quello che viene da lontano per fuggire dalle guerre e dalla miseria.

Quei militari, così “soldati”, così armati, evocano, soprattutto, tristi scenari di guerra.

Guerra: ma quante ce ne sono nel mondo?

Tante, troppe, sanguinose e devastanti.

Sono molti i Paesi che, ancora oggi, sono insanguinati da guerre che uccidono, distruggono e spazzano via numerose popolazioni, vittime innocenti della follia guerrafondaia di tanti.

Ci sono le guerre dimenticate (Ciad, Sudan, Sierra Leone...) che si protraggono nel tempo e non mostrano spiragli di pace possibile.

Ci sono le guerre volute dai potenti del mondo (Afghanistan, Iraq, per citarne solo alcune) che le scatenano al solo sentir... odor di petrolio.

Le spacciano per “missioni umanitarie e di pace”, per portare la democrazia (con le bombe ed i missili?) nei Paesi sottomessi a crudeli dittature.

Ma quella del “potere” che tutto può e che non ammette critiche e contraddittori, non è forse dittatura del più forte contro il più debole?

E non sono, forse, dittatori quei “signori” che scatenano una guerra al solo scopo di lucrare lauti profitti?

Sulla pelle di vittime innocenti che non hanno né la forza né i mezzi per ribellarsi!!

Sono crimini contro l' umanità quelli consumati dai cosiddetti “signori della guerra”!

E gli autori di questi crimini devono essere processati e condannati.

Per il bene dell' umanità.

Intanto, cambia ancora lo scenario internazionale.

Dopo i recenti scontri tra Georgia e Russia, le relazioni tra Russia da un lato e NATO e USA dall' altro, sono diventate pericolosamente allarmanti.

Prove di un ritorno alla guerra fredda che, però, visti i tempi che viviamo, potrebbe diventare improvvisamente calda?

Vengono i brividi al solo pensarci!

Noi, invece, continuiamo a sperare in un mondo di pace, di libertà e di giustizia sociale. Saremo ancora e sempre ostinate predicatrici di pace, pur sapendo che la strada per raggiungerla è molto complessa e faticosa.

Ci viene in mente una meditazione del Dalai Lama sulla guerra, come sempre illuminata e ricca di insegnamento:

La pace nel mondo può passare soltanto attraverso la pace dello spirito, e la pace dello spirito solo attraverso la presa di coscienza che tutti gli esseri umani, nonostante le fedi, le ideologie, i sistemi politici ed economici diversi, sono come membri di una stessa famiglia”.

 

Donne in Nero

Varese, 12.09.08

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