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Perché siamo qui
Come Donne in nero siamo qui, in occasione della Fiera del Libro che vede
come “ospite d’onore” lo stato di Israele, perché
sentiamo la responsabilità di esprimerci a partire dalla
storia che ci lega ormai da vent'anni ad una pratica di
relazioni con donne israeliane e palestinesi. Il nome che
abbiamo assunto è infatti quello delle "donne in
nero" israeliane che hanno posto al centro della loro
identità politica la denuncia dell'occupazione dei
territori palestinesi da parte del proprio stato.
"Non posso dire di non sapere" è la ragione
profonda che induce molte di loro, e noi insieme con loro, a
sentire il dovere di guardare e di vedere che il 1948,
mentre è celebrato da Israele come l’anno della
fondazione dello stato, viene ricordato dalla società
palestinese come l’anno della “Nakba”: la
“catastrofe” che sradicò oltre 750.000 palestinesi
dalle loro terre e dalle loro case rendendoli profughi,
distrusse più di 480 villaggi, produsse massacri, terrore,
la confisca di proprietà mai più restituite. È perciò
che negli scorsi mesi abbiamo ritenuto di prendere anche noi
la parola nel dibattito che si era acceso attorno
all’invito a Israele come “stato ospite” proprio in
occasione dei sessant’anni dal 1948, per metterne in
evidenza il significato di scelta politica.
Vogliamo ribadirlo anche ora con le parole di Karim
Metref: "Quando un conflitto è in atto, dimostrare
segni di solidarietà con una sola parte si chiama prendere
parte. Festeggiare l'anniversario della creazione dello
stato di Israele invitandolo come ospite d'onore alla Fiera
del Libro di Torino, oggi poi nella situazione terribile che
vive il popolo palestinese, è una presa di posizione netta
e chiara" (lettera aperta "Israele ospite
d'onore. Non è né il luogo né il momento", febbraio
2008).
Con ciò non intendiamo affatto rifiutare o censurare
scrittori e scrittrici provenienti da Israele: nei punti di
vista e nell’esperienza del mondo che ognuno e ognuna di
loro può portare ci sono certamente anche valenze politiche
con cui riteniamo giusto tenere aperto il dialogo. Non ci
pare accettabile invece che il contesto di un possibile
confronto sia squilibrato a priori dall’intento
unilaterale e celebrativo dell’invito.
Torniamo ancora una volta a quello che riteniamo il
nodo ineludibile: non solo politicamente ma anche per
rispetto di ciò che hanno vissuto e vivono i protagonisti
dell’altra metà della storia, riteniamo profondamente
ingiusto proporre il ricordo del 1948 soltanto attraverso
gli occhi di chi festeggia. Nella scelta compiuta vi è una
violazione talmente profonda di un senso condiviso di dignità
umana, che comprendiamo perché l’invito, tardivamente
rivolto dalla Fiera a scrittori/ scrittrici palestinesi, sia
stato rifiutato da molte/i . Tutto ciò è stato espresso
con chiarezza da Suad Amiry, intellettuale palestinese:
"La Fiera del Libro di Torino non si è limitata a
scegliere come ospite d'onore l'occupante, ma ha
invitato l'occupato (persone come me) a partecipare
alla celebrazione del giorno della sua indipendenza"
(La Stampa, 01.02.08). Analogamente Ibrahim Nasrallah ha scritto: "Nel giorno
della loro Nakba i palestinesi spererebbero in una reazione
di umanità, ricevono invece la vostra decisione che non
prende in considerazione l'ingiustizia e la sofferenza"
(il manifesto, 30.01.08).
E non
possiamo dire di non sapere che ingiustizia e sofferenza
sono rese tuttora particolarmente gravi dalle illegalità,
dalle violazioni dei diritti umani, dal continuo uso della
violenza operato dallo stato di Israele: l’occupazione
militare, il Muro di separazione, la crescita degli
insediamenti, l'assedio di Gaza, le uccisioni, le
distruzioni e il grande numero di uomini, donne e ragazzi
palestinesi prigionieri rendono sempre più fragili le
speranze in una pace giusta.
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È per
questo che sentiamo la responsabilità di denunciare
la parzialità di un invito che celebra la metà
vincente di una storia e di continuare a impegnarci
perché sia finalmente riconosciuto il diritto anche
delle donne e degli uomini palestinesi a una vita
degna e a una parola libera. |
Donne
in Nero
Italia
Torino, 10 maggio 2008
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