CONTRO
TUTTI I RAZZISMI
A
SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ANTIRAZZISTA
DEL
4 OTTOBRE A ROMA
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari / e fui contento, perché
rubacchiavano.
Poi
vennero a prendere gli ebrei / e stetti zitto, perché mi
stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali / e fui sollevato, perché mi
erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti / ed io non dissi niente, perché non
ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, / e non c'era rimasto nessuno a
protestare.
(
poesia attribuita al Pastore Martin Niemöller, 1934 )
L’omicidio
di Abdul Salam Guibre è solo l’ultimo segnale del clima di
intolleranza che sta affondando
il nostro paese nell’abisso delle barbarie
e rendendo le nostre città sempre più invivibili e
insicure per tutti.
La
dilagante campagna razzista e xenofoba, che alimenta
l’ideologia securitaria e le attuali misure legislative
basate esclusivamente sulla repressione, sull’esclusione e
sull’uso politico della paura, ha reso possibile:
·
la trasformazione dell’ “altro” in potenziale criminale,
“portatore indesiderabile di insicurezza”;
·
la legittimazione della violenza privata, giustificata come diritto alla
difesa personale della propria vita e dei propri beni;
·
le ronde notturne di cittadini privati, spesso accecati dall’odio e
dal rancore, a caccia di
pericolosi “extra comunitari”,
·
le retate delle forze dell’ordine sui mezzi pubblici, l’espulsione
dei migranti dagli alloggi, gli sgomberi violenti senza alcun
riguardo per i bambini e gli anziani,
·
la convinzione di poter garantire una vita tranquilla agli
“italiani”, ricorrendo
alla schedatura etnica dei Rom e dei Sinti e trasformando i
Centri di permanenza temporanea (Cpt) in “Centri
di identificazione e di espulsione”, dove i
“clandestini” potranno essere trattenuti fino a 18 mesi
senza alcun contatto con l’esterno e senza alcuna reale
assistenza;
·
la militarizzazione del territorio che di fatto trasforma i nostri
luoghi di vita in un campo di battaglia permanente contro il
“migrante”, denigrato come nemico insidioso che minaccia
la nostra identità culturale,
ci ruba il lavoro, violenta le nostre donne, diffonde
il disordine nelle nostre città;
·
l’affermarsi di un’informazione settaria e irresponsabile che
enfatizza i comportamenti criminosi dello “straniero” e
minimizza i comportamenti criminosi degli italiani, fomentando
così l’odio e l’intolleranza.
NOI RIFIUTIAMO:
·
l’ideologia dell’intolleranza
·
la xenofobia e il razzismo
·
le politiche di esclusione dell’ “altro” che lo trasformano in nemico
·
l’imbroglio securitario che, non
solo minaccia la nostra libertà e le nostre vite, ma nasconde
anche le vere cause dell’insicurezza sociale
riconducibili alle logiche del sistema liberista
globale, che precarizza il lavoro, aumenta la povertà,
distrugge lo stato sociale, rende impossibile progettare il
futuro
·
un’idea di sicurezza
basata sulla militarizzazione delle nostre città e delle
nostre vite
·
la politica della paura, dell’apartheid, della deportazione.
Siamo convinte che una società, che si incammina
sulla strada della xenofobia e del razzismo, diventerà sempre
più invivibile e insicura, perché la sicurezza può nascere
solo dall’accoglienza e dal riconoscimento dei diritti umani
e dei diritti di
cittadinanza per tutti.
RICORDIAMO
CHE AD AVER PAURA NON SIAMO SOLO NOI.
Anche chi
si trova nel nostro paese, lontano da casa, tra estranei che
non capiscono la sua lingua, non gli affittano la casa, non lo
assumono in regola, costringendolo ad essere un clandestino,
ha paura.
L’ “altro” non è il nostro nemico, ma il
nostro prossimo, che abita il nostro stesso mondo e con noi
condivide bisogni, timori, speranze.
Soltanto questo sentimento di vicinanza
potrà aiutarci a sentirci tutti più sicuri.
SICUREZZA,
PER NOI, SIGNIFICA POTER VIVERE IN CITTA’ ACCOGLIENTI
CARATTERIZZATE DA RAPPORTI BASATI SUL RISPETTO,
L’ASCOLTO E IL RICOSCIMENTO RECIPROCO.
FUORI LA VIOLENZA DALLE NOSTRE VITE
Donne in Nero
Varese, 03.10.08
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