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BAMBINE CHE VANNO
ALLA GUERRA Bisogna
sapere che la Costa d’Avorio è un paese colpito da una sanguinosa
guerra civile che ha portato alla militarizzazione della società e
all’arruolamento persino di bambine. Di età compresa tra i 10 ed i 18 anni le ragazze,
oltre ad essere impiegate nelle formazioni militari come ausiliarie
(cuoche, sentinelle), sono vittime di violenze sessuali e sono costrette a
partecipare a riti di iniziazione che consistono nell’uccidere donne e
bambini. Trascinate da bande di strada, alcune vengono
arruolate con la forza, altre – la maggioranza – scelgono questa vita
semplicemente per trovare un lavoro. Trovano il lavoro e perdono la vita o, se
sopravvivono, sono distrutte nella psiche e nel fisico. Questo scempio non poteva lasciare indifferenti le
Associazioni umanitarie. Ed ecco la buona notizia: Filo diretto Onlus
(difende l’infanzia e cura progetti per aiutare i bambini in difficoltà)
e Soleterre – Strategie per la Pace (si occupa di bambine e donne
in stato di povertà assoluta) hanno deciso di collaborare allo scopo di
promuovere il reinserimento sociale delle piccole e delle ragazze per
aiutarle a superare il trauma degli abusi subiti e a riprendere una vita
autonoma ed equilibrata. Ci riusciranno? Ed è anche per questo che noi siamo impegnate a
denunciare le troppe brutture esistenti nel mondo, provocate quasi sempre
da guerre sanguinose, inutili e viziate dagli interessi economici dei
potenti della terra. Sempre e con tutte le nostre “deboli” forse,
gridiamo: Fuori le guerre dalla vita degli uomini e delle donne! Donne in NeroVarese, 05.10.07
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