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DALLA PARTE DEI BAMBINI

“ I bambini dei Paesi in guerra vanno scalzi:

chi ha rubato loro le scarpe?

Li ferisce il caldo e il freddo:

chi ha rubato loro i vestiti?

La pioggia bagna il loro letto e il sonno:

chi ha distrutto la loro casa?

Non sanno i nomi delle stelle:

chi ha chiuso loro le scuole?

I bambini dei Paesi in guerra sono tristi:

chi ha rubato il loro sorriso?

Abbiamo riportato questi scarni versi di un anonimo Poeta perché non ci stancheremo mai di dire quanto siano crudeli le guerre e gravi le conseguenze che esse lasciano dietro di sé.

E i danni maggiori li subiscono sempre i più fragili, i più deboli, i bambini, appunto.

Ma chi li protegge?

Si, è vero, pochi giorni fa è stata celebrata “la giornata mondiale dell’infanzia” ma, intanto apprendiamo (Fonte UNICEF) che:

  • 218 milioni di bambini lavorano nel mondo;
  • ogni anno quasi 5 milioni di bambini (si, 5 milioni) muoiono per cause legate alla malnutrizione (diciamolo brutalmente: PER FAME!) soprattutto nei Paesi colpiti da guerre, calamità naturali, emergenze umanitarie, A.I.D.S., sfruttamento;
  • decine di migliaia di bambini vengono impiegati in distruttivi lavori, molti muoiono per la fatica e gli stenti;
  • i bambini sono usati come cavie da un’industria farmaceutica americana (la Pfizer) per testare un prodotto contro la meningite.

A Kano (Nigeria) esplode un’epidemia (di meningite, appunto). Duecento di questi bambini “provano” il farmaco, 11 muoiono, altri restano rovinati per sempre.

In seguito all’infelice sperimento il farmaco viene ritirato dal mercato.

Dopo aver provocato morti e danni permanenti!

E, mentre si veniva a conoscenza di simili nefandezze, si celebrava “la giornata mondiale dell’infanzia”.

Ironia della sorte!

Noi stiamo dalla parte dei bambini, di tutti quei bambini – tanti, troppi! – che hanno la sola colpa di essere nati nel posto sbagliato.

Povere vittime innocenti di una violenza distruttiva che sembra non avere mai fine.

Le Donne in Nero rimangono ferme nella loro convinzione che un mondo migliore sia ancora possibile.

Donne in Nero

Varese, 30.11.07