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UNA
TRISTE STORIA DAL “CIVILE” OCCIDENTEOmar
Ahmed Khadr era un ragazzo di 14 anni quando fu rinchiuso a Guantanamo, in
quelle gabbie infernali, vergogna del mondo occidentale, con i ferri ai
piedi ed ai polsi. Ora ha 19 anni, è quasi cieco. Gli avvocati sostengono
che ha subito abusi fisici e torture psicologiche. Da cinque anni non può
incontrare parenti o amici, nemmeno il padre e la madre. Cinque anni solo
con i carcerieri. Carcere
preventivo, come la guerra preventiva! Omar
potrebbe essere innocente. Per il diritto occidentale non si è colpevoli
sino a sentenza definitiva. Nessun
Paese europeo ha, o potrebbe avere carceri da medioevo profondo. L’america
di Bush… si. E,
nello specifico, l’America di Bush viola il Trattato dell’ONU del 2002
sui ragazzi-soldato, che contempla il loro reinserimento ed il trattamento
per il recupero dei traumi psicologici. Omar
è un musulmano, vale meno di un embrione cristiano? Un
Paese che prevede ed autorizza le brutture di Guantanamo è degno
di essere definito Civile? E’ un Paese giusto? Ed
è giusto esportare la democrazia con le bombe che portano solo
morte e distruzioni? E’ possibile questo? All’America
di Gorge Bush è tutto permesso, con buona pace dei pacifisti, dei
nonviolenti e di quanti credono che un mondo migliore sia possibile. Donne in NeroVarese, 21.09.07
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