Home Torna ad elenco documenti

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Onorevole Romano Prodi

 

Egregio Presidente del Consiglio,

Pax et Bonum. Le auguro di cuore che questa antica benedizione francescana che raccoglie quella ebraica dello Shalom (pienezza di vita) diventi il suo programma di governo. Io avevo tanto sperato che il suo governo avrebbe portato l’Italia ad essere un Paese non più in guerra con altri Paesi, come prevede la Costituzione italiana (art. 11). Purtroppo non è stato così. Ne prendo atto con rammarico. Devo confessarLe che non me lo aspettavo. Non mi aspettavo la decisione di rimanere in Afganistan. Una guerra ingiusta contro un popolo che non ci aveva fatto proprio nulla, ma soprattutto non mi aspettavo una politica che mira a rendere l’Italia un Paese armato e ad immetterlo nel complesso militar-industriale mondiale.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti:

-  Il Suo invito, durante la Sua visita in Cina lo scorso settembre, di porre fine all’embargo europeo ed italiano per la vendita di armi al colosso cinese, è stato per tanti di noi un primo colpo al cuore.

-  La finanziaria di quest’anno ha stanziato 22 miliardi di euro per la difesa, un aumento del 12% rispetto all’ultima finanziaria del governo Berlusconi. Siamo al settimo posto al mondo per le spese militari.

-  Nella finanziaria di quest’anno si istituisce un “fondo per le esigenze di investimento della difesa” si tratta di 4 miliardi e mezzo di euro per la ricerca militare. E’ un fatto di estrema gravità.

-  Lo scorso febbraio è stato firmato a Washington il protocollo di intesa per la produzione del caccia F35. Se ne costruiranno oltre 4.500 esemplari al prezzo di 45 milioni di euro cadauno. Per questo progetto l’Italia dovrà stanziare subito un miliardo di euro.

-  La decisione di ampliare la base americana di Vicenza è molto grave.

-  Il rafforzamento delle basi militari americane e Nato, soprattutto nel sud Italia. La base di Sigonella, in Sicilia, sta per essere triplicata, mentre Napoli diventa la sede del Supremo Comando navale americano di pronto intervento in Africa.

-  L’accordo per far entrare il nostro paese sotto l’ombrello “scudo” antimissile inizialmente negato.

Così l’Italia e la Polonia sono dentro il programma dello scudo, mentre Grecia e Turchia non lo hanno accettato, spaccando l’Unione Europea e facendo infuriare la Russia che grida alla “minaccia”.

-  Secondo il rapporto del Suo governo presentato in Parlamento lo scorso marzo, l’Italia ha venduto armi per un valore di oltre 2,19 miliari di euro con un aumento di vendite del 61% rispetto all’anno precedente. Grossi affari per le banche armate, ma soprattutto per il Suo governo che è il maggior azionista delle fabbriche di armi italiane. Da tutto ciò mi sembra ovvio affermare che il Suo governo sta marciando a piena velocità verso una militarizzazione del territorio e verso l’inclusione dell’Italia nel complesso militare industriale mondiale. Che questo avvenga proprio sotto un ”governo amico” coperto da un “stampa amica” proprio non riesco ad accettarlo e più grave ancora, mentre troviamo i soldi per le armi, non li troviamo per la solidarietà internazionale (siamo fanalino di coda nella lista Ocse per l’aiuto ai paesi impoveriti).

Non troviamo neanche 280 milioni di euro per pagare il “Fondo globale” per la lotta all’AIDS, come era stato promesso ai vertici G8.

 

Presidente, che delusione! Soprattutto che tradimento dei poveri! Le auguro che l’urlo degli impoveriti che per 12 anni ho ascoltato nella baraccopoli di Korogocho giunga al suo orecchio e la aiuti a cambiare rotta.

Sono solo un povero missionario comboniano.

 

P. Alex Zanotelli

Direttore Mosaico di Pace

 

Napoli 27 aprile 2007

Donne in Nero

Varese, 01.06.07