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4 novembre 1918

4 novembre 2006

Ancora si porteranno corone di alloro sui monumenti dedicati ai caduti, ancora si ricorderanno le povere vittime di una terribile guerra che non avevano voluto.

In quella lontana tragedia sono morti milioni di ragazzi, obbligati ad andare in guerra, costretti a sparare ad altri ragazzi, ignari come loro, con l’unica colpa di indossare una divisa di un altro colore. Ragazzi che avrebbero potuto essere i nostri padri, i nostri nonni e bisnonni. Morti in trincea senza nemmeno sapere perché.

Nelle guerre “moderne” muoiono i soldati, ma ancor di più muoiono i civili, le donne, i vecchi, i bambini la cui unica colpa è quella di essere cittadini di un paese che ha deciso di fare la guerra o che è stato aggredito da un altro paese.

Per i signori della guerra la vita delle persone  vale meno di zero.

Noi rispettiamo e ricordiamo con amore i nostri morti, ma se davvero vogliamo onorare i caduti della “grande guerra” portiamo pure corone di alloro sui monumenti che li ricordano, ma portiamo anche le bandiere della pace, un gesto d’amore perché più nessun ragazzo debba subire le terribili conseguenze della guerra, perché nessuna madre debba piangere il proprio figlio morto in guerra, perché nessun bambino debba conoscere gli orrori della guerra, perché nessun vecchio debba guardare i cadaveri dei ragazzi.

Per questo noi vorremmo che in questa ricorrenza anche gli oratori ufficiali gridassero con forza, insieme a noi:

“fuori la guerra dalla storia”

Donne in Nero

Varese, 03.11.06