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NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI “Fuori la guerra dalla storia, fuori la
violenza dalle nostre vite” esprime da sempre il nostro rifiuto della
violenza e della guerra, non
vogliamo essere complici del militarismo, ovunque si manifesti: Per
la difesa della terra, per un futuro senza basi di guerra Domani
2 dicembre si terrà a Vicenza una manifestazione contro la guerra e per
la smilitarizzazione del territorio. Questa
città è stata scelta, all’insaputa dei suoi abitanti, per diventare
lo snodo principale delle politiche militari
statunitensi. L’aereoporto
Dal Molin di Vicenza dovrebbe diventare, secondo gli strateghi
del Pentagono, la base logistica più importante dell’esercito
americano, proiettando la propria potenza di fuoco nel già martoriato
Medioriente. La 173a Airborne Brigade, attualmente dislocata tra Vicenza
e la Germania, si trasformerebbe in una Unità di Azione, pronta in
poche ore a trasferirsi, armi e bagagli, nei vari scenari di guerra. Questa
è la volontà dell’amministrazione Bush. Chiediamo al nostro governo di avere il coraggio di
intraprendere una politica di pace: -
rispettando la volontà delle cittadine e dei cittadini e
restituendo loro il territorio sottratto per fini militari; svuotando i
magazzini nucleari tuttora presenti nel nostro paese; -
applicando l’articolo 11 della Costituzione che
“ripudia la guerra”, rifiutandosi di partecipare a spedizioni
militari ed impegnandosi a promuovere iniziative politiche per la
soluzione dei conflitti; -
revocando l'accordo di collaborazione militare stipulato
dal precedente governo con Israele: le nuove armi utilizzate in
Palestina (e in Libano) ci fanno capire che la
"collaborazione" significa, tra l'altro, ricerca su nuovi
strumenti di morte; in tale collaborazione sono coinvolte anche alcune
Università italiane. -
diminuendo e non aumentando, come sta accadendo, le spese
militari: in questa “finanziaria di guerra” sono stati stanziati
1700 milioni di euro per sostegno alle "industrie ad alto contenuto
tecnologico" (leggi produzione bellica); 20.354 milioni di euro per
il Ministero della Difesa (escluse ancora le missioni militari
all'estero!). Con tutte le donne e gli uomini che manifestano
contro la guerra e il militarismo, in particolare con quante e quanti
oggi in Israele scendono in piazza per dire “basta alle stragi di
civili, negoziati subito con l’Autorità Palestinese democraticamente
eletta”, riaffermiamo la nostra volontà di percorrere vie di pace. TRA UCCIDERE E MORIRE, SCEGLIAMO DI VIVERE
Donne
in Nero
Varese, 1 dicembre 2006 |
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