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NO ALLE BASI MILITARI

NO ALLE BOMBE ATOMICHE

SENZA SE E SENZA MA



Il recente rapporto pubblicato negli USA (U.S. Nuclear Weapons in Europe) rivela che gli Stati Uniti mantengono in Europa un numero di bombe nucleari tre volte superiore a quello che finora si conosceva. Delle 90 bombe nucleari schierate in Italia, 50 si trovano ad Aviano (Pordenone) in base militare USA e 40 a Ghedi (Brescia) in base militare italiana.

In questo modo l'Italia, che fa parte con gli USA del "Gruppo di pianificazione nucleare della NATO ", viola il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato dal nostro paese.

Ma la presenza delle basi militari sul territorio italiano ed europeo rappresenta qualcosa di più: come si legge nel Manifesto Via Le Basi!, "La guerra al terrorismo e l'invasione dell'Iraq hanno definitivamente ribadito il ruolo della rete globale delle basi statunitensi nella protezione degli
interessi del capitalismo USA e mondiale. Una presenza che colpisce milioni di donne e uomini in tutto il mondo - e tra esse/i le comunità direttamente coinvolte dalla presenza di queste basi sul loro territorio".

In questi giorni Brescia si mobilita contro la fiera "Exa 2005", uno dei tanti segnali della militarizzazione dei territori e della vita sociale in Italia, organizzando il
15 16 e 17 aprile, una "Contro-fiera della pace EXA", organizzata dal coordimento "Disarmiamo Exa". La rassegna esporrà tutte le proposte su interventi nonviolenti, consumo responsabile, finanza etica, uso delle risorse energetiche e rapporto con l'ambiente

Bisogna mettere al centro la questione della chiusura delle basi e della smilitarizzazione dei territori perché le basi sono gli strumenti di morte della guerra globale e ciò conduce il nostro paese ad essere complice della guerra, a violare la nostra Costituzione, la Carta dell'ONU e la nostra volontà di pace.

NOI NON VOGLIAMO DETENERE ARMI ATOMICHE. Non lo vogliamo per il nostro diritto di vivere in pace e in sicurezza, senza paura di incidenti, di inquinamento atomico, di rischi di attentati, di rischio atomico per la nostra vita presente e per le future generazioni.

Ma non vogliamo detenere armi atomiche ne ' avere basi militari sul nostro territorio perché non vogliamo più interventi contro altri popoli, non vogliamo che dal nostro territorio partano gli strumenti che creano morte e devastazione in altre aree del mondo.

 

Donne in Nero

Varese, 15 aprile 2005

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