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Le Donne in Nero manifestano ogni venerdì, dalle 18 alle 19, in una delle piazze del centro (nella foto il gruppo davanti alla chiesa di San Giuseppe)

Articolo apparso su "La Prealpina"

del 12 gennaio 2003

 

Ogni venerdì  manifestano in una delle piazze del centro e ora sono anche su Internet. 

In calendario un convegno

"Donne in Nero, il loro NO 

a tutte le guerre" 

 

Il nero e il silenzio. Il nero perché è il simbolo del lutto, il silenzio perché non esistono parole per esprimere il dolore causato dalla morte dei propri cari. Eccole, le Donne in Nero di Varese. Una trentina, in piedi, vicine vicine, senza dire una parola. Ogni venerdì, dalle 18 alle 19, le si può trovare in una delle piazze del centro (piazza San Giuseppe e piazza Carducci, soprattutto), a urlare, restando mute, il loro no alla guerra, a tutte le guerre. Il gruppo cittadino è nato in appoggio al nucleo "storico", quello che in Israele è composto da donne israeliane e palestinesi che già alla fine degli anni Ottanta manifestavano davanti alle sedi istituzionali per chiedere la pace.

"A Varese il sodalizio, inizialmente composto da una ventina di persone, è decollato nel periodo della prima Intifada e da allora ha sempre continuato con le sue manifestazioni, salvo pochi periodi di "tregua" - racconta Gabriella Sberviglieri, una delle fondatrici - In questi anni ci siamo riunite per dire no alla guerra del Golfo e alle guerre nella ex Jugoslavia. Di occasioni per manifestare, purtroppo, ne abbiamo avute. Dal gennaio dello scorso anno ci ritroviamo con continuità, prima per l'Afghanistan, adesso per l'incubo dell'attacco all'Iraq".

Non è facile attirare l'attenzione della città che spende e corre, quando si vuole parlare di un tema nobile ma - ammettiamolo - anche molto "lontano", come quello della pace e delle ferite che le donne, forse più di tutti, subiscono nei paesi dilaniati dagli scontri armati. "Non è sempre stato semplice, abbiamo subito dileggi, soprattutto in passato - dice Gabriella Sberviglieri _ però è anche vero che moltissime persone ci sostengono". Prova dell'interesse per le Donne in Nero, il numero di volantini che ogni settimana viene distribuito: quattrocento. "Ci fermano per chiedere informazioni sulle nostre iniziative o solo per dirci 'brave, continuate' - racconta Gabriella Sberviglieri - ma c'è anche chi non approva il nostro no, sempre e comunque, alla guerra. E viene a dircelo". Oltre ai presidi nelle strade, il gruppo sta pensando ad una riflessione di più ampio respiro che coinvolga tutta la cittadinanza: un convegno che si svolgerà in aprile, il 5 (la sede non è stata ancora fissata) e che avrà per tema "Le donne e la guerra". Vi parteciperanno Luisa Morgantini, europarlamentare di Rifondazione comunista e una delle maggiori attiviste delle Donne in Nero a livello nazionale, e alcune donne che hanno lavorato a lungo in prima linea, tra cui una psicologa che ha seguito le donne in Croazia e in Slovenia.

Le Donne in Nero di Varese si trovano anche su Internet; il sito fornisce informazioni sul movimento e sulle sue battaglie. Tutte pacifiche.

Barbara Zanetti                  

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