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Ogni
venerdì manifestano in una delle piazze del centro e
ora sono anche su Internet.
In calendario un convegno
"Donne
in Nero, il loro NO
a
tutte le guerre"
Il nero e il
silenzio. Il nero perché è il simbolo del lutto, il silenzio
perché non esistono parole per esprimere il dolore causato
dalla morte dei propri cari. Eccole, le Donne in Nero di
Varese. Una trentina, in piedi, vicine vicine, senza dire una
parola. Ogni venerdì, dalle 18 alle 19, le si può trovare in
una delle piazze del centro (piazza San Giuseppe e piazza
Carducci, soprattutto), a urlare, restando mute, il loro no
alla guerra, a tutte le guerre. Il gruppo cittadino è nato in
appoggio al nucleo "storico", quello che in Israele
è composto da donne israeliane e palestinesi che già alla
fine degli anni Ottanta manifestavano davanti alle sedi
istituzionali per chiedere la pace. "A
Varese il sodalizio, inizialmente composto da una ventina di
persone, è decollato nel periodo della prima Intifada e da
allora ha sempre continuato con le sue manifestazioni, salvo
pochi periodi di "tregua" - racconta Gabriella
Sberviglieri, una delle fondatrici - In questi anni ci siamo
riunite per dire no alla guerra del Golfo e alle guerre nella
ex Jugoslavia. Di occasioni per manifestare, purtroppo, ne
abbiamo avute. Dal gennaio dello scorso anno ci ritroviamo con
continuità, prima per l'Afghanistan, adesso per l'incubo
dell'attacco all'Iraq". Non
è facile attirare l'attenzione della città che spende e
corre, quando si vuole parlare di un tema nobile ma -
ammettiamolo - anche molto "lontano", come quello
della pace e delle ferite che le donne, forse più di tutti,
subiscono nei paesi dilaniati dagli scontri armati. "Non
è sempre stato semplice, abbiamo subito dileggi, soprattutto
in passato - dice Gabriella Sberviglieri _ però è anche vero
che moltissime persone ci sostengono". Prova
dell'interesse per le Donne in Nero, il numero di volantini
che ogni settimana viene distribuito: quattrocento. "Ci
fermano per chiedere informazioni sulle nostre iniziative o
solo per dirci 'brave, continuate' - racconta Gabriella
Sberviglieri - ma c'è anche chi non approva il nostro no,
sempre e comunque, alla guerra. E viene a dircelo". Oltre
ai presidi nelle strade, il gruppo sta pensando ad una
riflessione di più ampio respiro che coinvolga tutta la
cittadinanza: un convegno che si svolgerà in aprile, il 5 (la
sede non è stata ancora fissata) e che avrà per tema "Le
donne e la guerra". Vi parteciperanno Luisa
Morgantini, europarlamentare di Rifondazione comunista e una
delle maggiori attiviste delle Donne in Nero a livello
nazionale, e alcune donne che hanno lavorato a lungo in prima
linea, tra cui una psicologa che ha seguito le donne in
Croazia e in Slovenia. Le
Donne in Nero di Varese si trovano anche su Internet; il sito
fornisce informazioni sul movimento e sulle sue battaglie.
Tutte pacifiche. |