Rapporto
di Amnesty international sugli assassini di Juarez e del
Chihuahu - 23
Aug 2005
“La
violenza non ha frontiere, ma nemmeno la solidarietà ne ha”
Irene
Kahn di Amnesty international
http://www.commondreams.org/news2005/0810-14.htm
10
agosto 2005
Messico: Verità e giustizia per le
donne assassinate e rapite di Ciudad Juarez e del Chihuahua.
WASHINGTON
– 10 agosto – Dopo un incontro con il governatore Reyes
Baeza e la procuratrice Patrizia Gonzalez, la segretaria
generale di Amnesty international, Irene Khan ha constatato
con soddisfazione la volontà del governo dello stato di
occuparsi dei casi degli assassini di donne. La signora Khan
però ha espresso la sua delusione per la mancanza di
iniziative concrete e gli scarsi progressi in molti casi,
cosicché è difficile per le famiglie avere fiducia
sull’andamento delle indagini.
«Le
questioni restano importanti allo stesso tempo per le autorità
dello stato e le autorità federali in particolare per quanto
riguarda gli assassini di donne e bambine in Chihuahua,» ha
detto Irene Khan nella prima riunione di aggiornamento dopo il
2003. «Malgrado le iniziative prese dal governo federale e un
diverso atteggiamento positivo delle autorità dello stato, più
di 20 donne sono state uccise a Ciudad Juarez e in Chihuahua
negli ultimi 6 mesi. Le autorità devono ripensare le loro
strategie affinché vi siano vera sicurezza e giustizia per le
donne qui.»
«Prima
di incontrare il governatore, decine di madri e di genitori
hanno condiviso con me il racconto del loro dolore per la
giustizia. Una madre ha detto che cercava giustizia per le sue
figlie che non ci sono più e la sicurezza per quelle che sono
sempre là.»
L’intervento
del procuratore federale speciale per Ciudad Juarez è certo
un passo nella direzione giusta ma ha avuto un impatto
limitato. La mancanza di progressi nei 24 casi presi in esame
dalla giurisdizione federale e la mancanza di attenzione per i
rapimenti e gli assassini di donne a Chihuahua City sono
profondamente inquietanti.
La
Commissione speciale federale sotto la direzione di Guadalupe
Morfin, ha svolto un lavoro positivo con le famiglie e ha
coordinato iniziative federali e locali per occuparsi degli
ambienti sociali di zone svantaggiate di Ciudad Juarez.
Tuttavia, alcune restrizioni imposte al mandato della
Commissione le hanno impedito di svolgere un ruolo sostanziale
nello stabilire la verità e la giustizia. E’ anche
fondamentale che la Commissione integri pienamente la città
di Chihuahua nel suo
lavoro.
A
livello locale, il cambiamento di direzione al governo e un
progetto intrapreso dall’Equipe argentina medico-legale di
antropologia per identificare dei corpi non identificati, sembrano aver
dato una nuova speranza ai genitori delle donne assassinate.
«Le
nuove autorità trattano le famiglie in modo nettamente
diverso rispetto al passato, ma sono necessari dei progressi
concreti affinché il loro lavoro sia significativo. Il
governo deve ricostruire la fiducia delle famiglie, prendere
delle misure per mettere fine a tutti gli indugi e assicurarsi
che i casi in cui si sono ottenute delle confessioni sotto
tortura siano rivisti seriamente.»
Si
continua l’esame parziale dei casi, ma si tratta solo di un
riesame dei dossier cartacei e non di un’indagine su larga
scala e non è stato pienamente preso in considerazione il
carattere di genere di questi crimini. L’identificazione di
130 funzionari locali come possibili responsabili di azioni
criminali o di negligenza amministrativa non ha portato a dei
procedimenti nei loro confronti, ma all’impunità.
«La
principale sfida che sia le autorità federali sia quelle
dello stato devono raccogliere, è quella
di elaborare una strategia dettagliata e di migliorare
il coordinamento tra le autorità statali e federali per
seguire le centinaia di casi riferiti sinora. Fin quando
queste sfide non saranno raccolte, le vite delle donne e delle
bambine a Ciudad Juarez e nel Chihuahua continueranno ad
essere minacciate.»
Chihuahua
e Ciudad Juarez sono dei sintomi della violenza crescente
contro le donne nel mondo.»
Le
autorità federali e dello stato hanno un dovere verso le
donne di Ciudad Juarez e di Chihuahua. Amnesty International
continuerà il suo lavoro fin quando non saranno adottate
serie misure di giustizia.»
Dopo
la riunione con il governatore, la delegazione di Amnesty
International ha raggiunto le madri di Ciudad Juarez e di
Chihuahua per rendere omaggio a Minerva Torres il cui corpo è
rimasto nascosto per più di due anni nel dipartimento medico
legale dell’ufficio del procuratore a Chihuahua, malgrado
l’evidenza della sua identità.
Irene
Khan era stata raggiunta da dei rappresentanti di sezioni di
Amnesty International venuti dai Paesi Bassi, dagli USA, dalla
Svizzera e dal Messico.
«La
violenza non ha frontiere ma nemmeno la solidarietà ne ha.
Amnesty International resterà a fianco delle madri fino a
quando la giustizia e la verità non diventino realtà.»
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