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La lettera dei liceali
israeliani
"Non vogliamo
partecipare all'occupazione"
Al Capo del Governo Ariel Sharon
Al Ministro delle Difesa Shaul Mofaz
Al Capo di Stato Maggiore Moshe Yaalon
Al Ministro dell'Educazione Limor Livnat
Noi, ragazze e ragazzi, cittadini israeliani che crediamo
nel valore della democrazia, dell’umanesimo, e del
pluralismo, annunciamo che rifiuteremo di prendere parte alla
politica d'occupazione e di oppressione decisa dal Governo
israeliano. Le nostre origini sociali sono diverse, ma siamo
tutti d’accordo che questi valori siano la base per
l’esistenza di una società giusta. Ogni persona ha il
diritto alla vita, all’uguaglianza, all’onore, alla libertà,
che sono i diritti fondamentali dell’uomo. Il nostro obbligo
civile e morale è operare in favore di questi diritti,
rifiutando di partecipare alla politica di occupazione e
oppressione.
L’occupazione porta alla perdita dell’umanità e di molte
vite umane. Colpisce i diritti fondamentali di milioni di
persone e causa ogni giorno sofferenza e morte. Porta alla
confisca di terre, alla distruzione massiccia di case e di
edifici pubblici, ad arresti e condanne a morte senza
processo, alla tortura e uccisione di persone innocenti,
produce fame, mancanza di cure mediche adeguate, punizioni
collettive, costruzione e ingrandimento di insediamenti, e, in
una parola, la negazione di ogni vita normale nei territori
occupati e in Israele. Questa flagrante violazione dei diritti
umani va contro la nostra visione del mondo ed è contraria
alle convenzioni internazionali firmate e ratificate dallo
Stato d’Israele.
L’occupazione non contribuisce alla
sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini, ma all’opposto,
la pregiudica. Fa crescere la disperazione e l’odio fra i
palestinesi, incoraggia il terrorismo e fa continuare lo
spargimento di sangue. Una vera sicurezza sarà raggiunta solo
con la fine dell’occupazione, con l’abbattimento del muro
dell’Apartheid, e con un accordo di Pace fra lo Stato
d’Israele e il popolo palestinese e il mondo arabo.
L’attuale politica dello Stato non deriva da una necessità
militare, ma da una visione nazionalista e messianica.
L’occupazione corrompe la società israeliana rendendola una
società militarista, razzista, sciovinista e violenta.
Israele spreca le sue risorse per perpetuare l’occupazione e
la repressione nei territori occupati, quando molte centinaia
di migliaia di cittadini israeliani vivono in una povertà
vergognosa. Gli israeliani hanno subito negli ultimi anni un
degrado di tutti i sistemi pubblici. Educazione, sanità,
infrastrutture, pensioni, servizi sociali – tutto quello che
riguarda il benessere dei cittadini israeliani – è
trascurato per il mantenimento degli insediamenti, quando
maggior parte della popolazione è contraria ad essi. Non
possiamo guardare senza fare qualcosa per quanto riguarda
questa situazione che è una "liquidazione mirata"
dell’uguaglianza.
Speriamo di vivere in una società giusta dove regni
l’uguaglianza fra tutti i cittadini. La politica
dell’occupazione e dell’oppressione impedisce questa
visione e noi rifiutiamo di farne parte. Chiediamo di
contribuire alla società per mezzo di una via alternativa che
non colpisca gli esseri umani.
Chiamiamo tutti i giovani prossimi all’arruolamento e tutti
i soldati nell’esercito israeliano a chiedersi se vogliano
far parte della politica di distruzione rischiando la propria
vita.
Crediamo che ci sia una via alternativa.
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