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Ai Parlamentari del Centro Sinistra eletti nel Collegio di Varese
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Ai Gruppi Parlamentari del Centro Sinistra di Camera e Senato
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Alle Segreterie dei Partiti del Centro Sinistra della provincia di
Varese
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Agli Organi di Stampa
Loro sedi
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LETTERA APERTA ALLE PARLAMENTARI E
AI PARLAMENTARI DELL'UNIONE DEL COLLEGIO DI VARESE.
Noi DONNE IN NERO ogni venerdì presidiamo la Piazza di Varese per
sollecitare stili di convivenza e politiche di pace, senza i
quali ogni progetto di democrazia, di uguaglianza, di
solidarietà ma anche di sviluppo risulta impossibile.
"Fuori la guerra dalla storia" è il richiamo che
ci sentiamo di condividere tutti i venerdì con la città,
le sue cittadine ed i suoi cittadini certe che la pace sia
l'unica strada possibile.
Il nostro impegno è quindi quello di tenere viva l'attenzione
denunciando ogni azione di guerra; dalla prima Intifada del
1988 alla guerra del Golfo e alla vicenda Jugoslava, dall'Afganistan nuovamente all'Iraq, dall'attuale
situazione libanese all'ormai storica vicenda palestinese,
gli eventi hanno imposto una nostra costante e visibile
presenza tutti i venerdì in Piazza Monte Grappa.
Evidentemente, giunte al momento della scelta elettorale, il nostro
desiderio è stato quello di una rottura netta con la
politica guerrafondaia del governo Berlusconi.
Nel corso della campagna elettorale i partiti dell'Unione si sono assunti
un impegno fondamentale direttamente con ciascuna di noi: il
ritorno del contingente italiano dall'Iraq.
Siamo felici che questo impegno sia stato mantenuto.
Avremmo desiderato che questo ritorno aprisse la nuova fase politica
italiana per dare un reale segno di cambiamento a tutto il
paese ed in tal modo pagasse quel debito di riconoscenza nei
nostri confronti, confermando la nostra fiducia ben riposta.
Se "voto di scambio" deve essere, questo sostanzialmente vi
abbiamo chiesto: non privilegi, benefici o clientele per noi
ma un impegno per allontanare se non la minaccia della
guerra dal pianeta per lo meno la politica italiana da
azioni scellerate e senza ritorno.
Riteniamo utile che questo governo prosegua in questo "cammino
virtuoso" impegnandosi in altre azioni che ci stanno
particolarmente a cuore.
· La
necessità di ripensare al contingente militare in
Afganistan dove le presenze straniere, che non hanno
sollevato la popolazione dall'oscurantismo dei talebani, né
contribuito alla ricostruzione e al ritorno della democrazia
in quel paese, assistono all'acuirsi della situazione.
Pertanto la presenza di truppe militari anche italiane
continua a non trovare alcuna giustificazione se non quella
di mantenere una militarizzazione del territorio. Un
cambiamento di rotta su questo versante che sposti l'azione
militare verso l'azione politica ci trova fin da ora
favorevoli
· La
necessaria presenza di forze di interposizione in Libano a
difesa della popolazione civile vittima degli attacchi
spinge a riflettere sulla necessità di immaginare ed
attuare presenze in grado di far dialogare le parti in causa
senza ricorrere all'uso delle armi, dando spazio, sostegno e
mezzi a quelle istanze popolari che vedono nel dialogo e
nella riappacificazione la possibilità di vivere in maniera
feconda nel proprio territorio, una vera forza di
interposizione nell'ottica di una difesa popolare
nonviolenta. Inoltre
riteniamo necessario che questa presenza in Medio Oriente
possa favorire la presenza di una forza ONU in
Palestina a difesa di quello stato, delle sue Istituzioni,
della popolazione civile.
· La
realizzazione della base militare USA
presso l'aeroporto di Vicenza
necessita del parere vincolante del governo; ci
auguriamo non venga mai concesso
· L'aumento
delle spese militari, a fronte non solo degli ideali di pace
da noi auspicati, ma anche alla luce dei nuovi sacrifici
necessari richiesti ai cittadini e alle cittadine a cui non
ci vogliamo sottrarre, risulta assolutamente ingiustificato.
L'aiuto a quei paesi in difficoltà meglio si esprime
attraverso azioni umanitarie.
Inutile ricordare che la vostra presenza all'interno delle istituzioni
democratiche è stata determinata anche dal nostro voto; il
nostro rispetto per le istituzioni democratiche così come
il vostro rispetto per le scelte delle cittadine e dei
cittadini elettori sovrani si presuppone rendano inutile
questo richiamo.
Certe che l'esercizio della democrazia non si esaurisca nel voto, ma
impone la partecipazione alla vita democratica ed il
costante richiamo a chi ha goduto della nostra fiducia ed ad
essa non si può sottrarre, vi chiediamo di sollecitare
all'interno della maggioranza queste proposte.
Disponibili ad aprire un dialogo diretto.
DONNE
IN NERO DI VARESE
Varese,
15.12.2006