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POPOLO CURDO

 

 Ora scendono dai monti,
scende quel fiume
di lacrime versate
sulle spalle dei vecchi
fagotti colmi di niente
In braccio alle donne
attaccati alle gonne
infanzie perdute
innocenze stravolte
Sul sentiero di fango
scarpe sfondate
piedi lacerati
passi trascinati
Ora scendono dai monti,
scende quel fiume 
di lacrime versate
Una casa lontana
ormai distrutta,
una pace mai avuta,
un'idea solo sognata
Quale meta nella valle
ch'è una mattanza,
quale meta dove la guerra
è l'unica circostanza
Ora scendono dai monti,
scende quel fiume 
di lacrime versate.
Un argine per contenere la pena,
un argine per coltivare un orto,
un argine dove accendere un fuoco.
Entro quell'argine
nuove risa di bimbi,
oltre quell'argine
il rancore nel limbo,
oltre quell'argine
il pane salato
orrendamente disputato
alla folla gettato
Ora scendono dai monti,
scende quel fiume
di lacrime versate.

 

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